Villa Farsetti

Villa Farsetti

Villa Farsetti (c) http.//www.flickr.com

Per la realizzazione di Villa Farsetti il committente e proprietario, Filippo Farsetti, si ispirò fortemente alla magnificenza della reggia di Versailles, nonché ad altri splendidi esempi quali, tra i tanti, Villa Pisani di Stra o Villa Corsini a Roma. I lavori iniziarono negli anni ’40 del ’700 e già nel 1749 vide la luce la gastaldia, primo edificio del complesso residenziale.

Leggi anche dalla Storia della Terra dei Tiepolo: Il dominio Veneziano

La villa sors­e, appunto,per volontà dell’abate Filippo Farsetti, in collaborazione con senese Paolo Posi, architetto e scenografo operante in quel periodo a Roma, che si ispirò ad alcuni palazzi e ville di delizie ideati dal grande architetto austriaco J.B. Fischer von Erlach che in essi cercò di combinare la maniera francese (edifici sviluppati in larghezza) con elementi italiani (tetti a terrazza con statue e vasi), in modo da conferire all’edificio il massimo movimento e varietà, avvicinandosi nell’aspetto alle antiche ville romane. Tali progetti presentano una caratteristica in comune: una rotonda centrale con ali; un motivo di fondo dell’architettura dei palazzi barocchi, che troviamo anche nel palazzo di Sala e nel casino di Villa Albani.

Una sala rotonda illuminata dall’alto era inoltre l’ideale per un allestimento museografico, considerato che l’intenzione del Farsetti era quella di realizzare (come in effetti poi fece) nella parte centrale del palazzo un “superbo museo”.

La villa venne edificata tra il 1759 ed il 1762, il risultato fu quello di una grandiosa architettura di gusto rococò a tre piani, ornata con trentotto colonne provenienti dal Tempio della Concordia di Roma, ottenute grazie all’intercessione del Papa veneziano Clemente XIII.

L’esterno si sviluppa simmetricamente in senso longitudinale ai lati del salone centrale con facciata convessa. Al corpo centrale sono raccordati due edifici minori concavi per mezzo di portici. Nella parte posteriore si trovano la barchessa e la foresteria.

Molto ben riuscito è anche un altro elemento della villa progettato dal Posi, che faceva parte della scenografica sistemazione dell’ampia area situata a sud della strada Cavin di Sala, il cosiddetto Campidoglio, che doveva rappresentare quello romano; esso è andato completamente distrutto, ma possiamo conoscerlo abbastanza nei dettagli attraverso alcuni disegni e vedute che ci sono pervenute.

Nel 1744, alla morte dell’abate, nessun erede prese in carico il termine del progetto, di cui oggi invece possiamo immaginare la maestosità.

Durante la Grande Guerra fu trasformata in ospedale da campo, al pari del vicino Castello di Stigliano. A testimonianza di ciò rimangono due incisioni al piano superiore.

Il complesso, proprietà comunale, è stato recuperato in questi anni. L’antico parco, quasi completamente perduto e ora in fase di recupero, ospitava un orto botanico, cedraie, serre, boschetti, un labirinto e varie riproduzioni di rovine romane.

(c) Testo Wikipedia

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Informazioni utili:

Dove: 

Via Roma 1 – 30036 Santa Maria di Sala

Info:

Tel.: 0415709744 – Fax: 041437311
E-mail: info@comune.salzano.ve.it  –  Web: www.comune.salzano.ve.it

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